Anna Venturini

Arte Materica

"Nella sua essenza l'arte è sempre stata l'allontanarsi più ardito dalla natura e dalla naturalezza. Il ponte verso lo spirito, la negromanzia dell'umanità"

Franz Marc

Arte Materica

La materia stessa da cui è costituita un'opera d'arte riveste un'importanza pari agli altri elementi che la costituiscono, come il soggetto o i pigmenti usati. Rivalutare i materiali che contribuiscono alla creazione di un'opera pittorica permette di restituire un ruolo primario al substrato materico, che diviene parte della percezione visiva quanto l'immagine e il colore.

Creare un’opera materica significa attraversare lo spazio che separa la pittura dalla scultura, immergersi nella materia e darle forma, visualizzare i piani pittorici e giocare con la luce e l’ombra che la materia stessa crea. L’energia del fare diviene il mezzo attraverso cui l’opera prende forma, in una sorta di processo alchemico.

“Guai a colui che allontana l’orecchio della sua anima dalla bocca dell’arte”

Kandinskij

 

 

La costante del cambiamento

Mi sono sempre mossa tra mestoli e pennelli, tra pentole e tele da dipingere, materie prime da cuocere e pigmenti da mescolare. E libri, libri di ogni genere, libri di storia e filosofia, libri di psicologia e poesia e, naturalmente, libri di arte e di cucina. Forse tra arte e cucina esiste una qualche analogia che ha a che fare con la creazione, la produzione e lo studio, con la costante proiezione verso la ricerca di una via, una via verso l’infinito e verso se stessi.

Fernand Point, padre della moderna cucina francese, aveva l’abitudine di stringere la mano al cuoco prima di sedersi a tavola in un ristorante in cui non era mai stato. Perché sapeva che se il cuoco fosse stato magro avrebbe mangiato male. E se, ancor peggio, fosse stato contemporamente magro e triste, non ci sarebbe stato scampo se non nella fuga. La cucina è un gesto di amore, di allegria e di improvvisazione che, come l’arte, accende la scintilla della passione e della pienezza del vivere. Molti anni fa, per la cucina, ho lasciato la via che mi stava portando all’insegnamento universitario e al giornalismo, che erano stati il mio giovanile obiettivo. Sopo una laurea in Storia del teatro, ho lavorato nelle sale e nelle cucine dei ristoranti per quasi vent’anni, prima di aprirne uno mio, alle Isole di Capo Verde, quando ancora nessuno sapeva esattamente dove si trovassero. Ho vissuto in Costa Rica, dove ho aperto una Soda, piccolo ristoro con clientela locale, per poi dedicarmi alle piante, ai fiori e aprire un vivaio. E ora, tornata in Italia, o meglio, in Sicilia, che è qualcosa di più e di diverso dal Continente, come lo chiamano qui, anziché aprire un ristorante, apro la mia casa gli amici, alle cene, allo scambio e al confronto. E riprendo a dipingere, finalmente, ritorno al mio primo amore. Perché tutto scorre, è vero, ma nel cambiamento, se si ha la pazienza di dare uno sguardo con un poco di distacco, c’è sempre una costante, la costante della passione, della ricerca di un cammino verso se stessi. Così sono riuscita a creare uno spazio aperto, in cui le persone si incontrano veramente, parlano, ridono, si confrontano e aprono il cuore. Tra Arte e Cucina. Perché solo intorno a una tavola si può parlare seriamente e ridere davvero.